martedì 3 febbraio 2009

Knowledge management


Nella società ipercomunicativa e globalizzata nella quale oggi viviamo, il termine knowledg managment o gestione della conoscenza, assume sempre più un’importanza fondamentale, in quanto, la miriade di informazioni provenienti da più parti, si pone come ostacolo al miglioramento delle attività di produzione e utilizzazione della conoscenza. L’informazione, infatti, rappresenta una componente inerte se non c’è qualcuno che possiede la conoscenza necessaria per la sua selezione, elaborazione e interpretazione. Non basta dunque essere informati, risulta indispensabile, un processo che consenta di gestione la conoscenza.
In realtà c’è una netta differenza tra informazione e conoscenza;
Possiamo intendere la conoscenza come il complesso di nozioni che una persona possiede su un determinato argomento, quindi un aspetto di tipo qualitativo (conosco la Divina Commedia perché l’ho studiata).
L’informazione, invece, la si può intendere come un aspetto di tipo quantitativo, cioè un complesso di nozioni, del quale, un soggetto è informato, ma non è addentrato sufficientemente (sono informato sulla Divina Commedia, ma non in maniera approfondita, in quanto mai studiata adeguatamente).
Questa distinzione è molto importante, ma rimane fine a se stessa, se non s’introducono altri due termini che ci consentono di inquadrare il knowledge managment nella sua reale dimensione.
I termini sono il dato e la saggezza, anch’essi molto diversi:
IL dato è un elemento base, un “materiale grezzo”, che possiamo intendere metaforicamente, come un insieme di punti, segni, argomenti, che si trovano piuttosto separati tra di loro, richiedendo un’opera di selezione e organizzazione se da essi vogliamo estrapolare qualche informazione.
La saggezza è la qualità dell’esser saggio, assennato, equilibrato, ponderato nel giudicare, nel fare delle scelte, nell’operare.
Ecco i quattro termini che ci permettono di ergere la piramide del Km:
Alla base ci sono i dati, cioè, l’insieme di punti, segni, argomenti, slegati tra di loro, sui quali si deve realizzare un’opera di filtraggio e organizzazione; su un gradino più alto troviamo le informazioni, cioè più dati selezionati e sistemati, che solo ora cominciano a divenire utili per il nostro processo di comprensione; salendo un altro gradino troviamo la conoscenza, cioè il complesso di nozioni che un soggetto ha interiorizzato; e all’apice della piramide troviamo la saggezza, qualità che attraverso, conoscenza ma anche esperienza, intelligenza, razionalità, fa si che l’uomo prenda le decisioni in maniera oculata e giudiziosa.

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