sabato 7 febbraio 2009


UN SALUTO A TUTTI.......................


QUESTO E' IL MIO LAVORO


Spero che sia esaustivo e puntuale.


BUONA LETTURA.



Realizzazione di un DATASOURCE

Creare un Data Source è un’operazione molto semplice.
Ecco la procedura che si deve seguire:

clicco su crea nuovo progetto


nome progetto- salva

nuova connessione

selezione access

crea connessione

nwind- salva

quik report, oppure new data surce posso scegliere piu tabelle: order details e order

cliccando con il tasto destro del mouse seleziono: map dbms oppure operando manualmente, trascinando il mouse da una tabella all’ altra (nel nostro caso quella che sarà creata sarà la relazione tra ORDER_DETAILS.ORDER_ID e ORDERS.ORDER_ID) clicco su connection Su try query visualizzo la query attiva.

save (MANUAL REFINE)

close- nuovo data sources. Una volta salvato il nostro lavoro, operando sulla finestra DATA SOURCE sarà possibile visualizzare il report, semplicemente cliccando su “new report”.


Anche in questo caso dovranno essere specificate le dimensioni e le misure da considerare.

Reporting, Charting con DataTime

Charting con Data Time è tra i sistema di rappresentazione grafica è più potenti disponibili sul mercato. Integra un motore di rendering 3D con controller a quaternioni per consentire massima flessibilità del posizionamento dei grafici 3D. Tutti i grafici hanno grande flessibilità e possono essere sezionati o ricolorati a piacimento. I chart sono direttamente linkati ai dati e li riflettono costantemente, attraverso le rigenerazione e i drill dell'utente. Dashboards: Gauge layer designerDataTime integra un potente sistema di Dashboards che consente di creare cruscotti personalizzati. DataTime va ben al di là dei programmi che forniscono funzionalità di cruscottistica, in quanto dà all'utente la possibilità di creare, attraverso un Designer a Layers, i propri gauges. Tali cruscotti sono linkabili direttamente ai dati e ne riflettono costantemente i valori nei vari refresh o drill.

Introduzione a DATA TIME Reporting System



DATA TIME reporting solution è la soluzione di reportistica piu’ moderna e potente, attualmente disponibile sul mercato.La piattaforma di riferimento per l’applicativo è il framework. NET, quindi tutti i sistemi operative di Windows. Uno degli aspetti di maggiore forza è senza ombra di dubbio la connettivita’ verso i database che universale, permettendo ai DATA TIME di connettersi a qualunque DBMS per il quale sia disponibile il corrispondente provider OleDB, in quanto comunque la connettivita’ è basata su protocolli OleDB. Quindi ha connettivita’ verso ORACLE, SQL Server, Access, DBL, SyBase, MY SQL ecc. o anche fogli Excel e semplici file di testo.I DBMS possono risiedere su qualunque tipo di macchina, con qualunque sistema operativo e in qualunque parte del mondo.
DATA TIME crea un report ad alto impatto visivo, dove tutti gli elementi grafici e stilistici possono essere controllati dall’utente.
I report sono pubblicabili su Web mediante 2 possibili architetture: A) UPDATABLE è il caso in cui i report sono destinati alla sola consultazione; B) INTERACTIVE è il caso in cui si vuole consentire all’utente di interagire con i reort tramite rigenerazione on demand, operazioni di drill, fino anche alla possibilità’ di redesign remoto sul report.
I report Web di DATA TIME passano le specifiche più strette del W3C, e sono validati con successo come html “4.olstrict” garantendo compatibilità ottimale con tutti i browser.
Gran parte della potenza e flessibilità del DATA TIME è dovuta al fatto che l’utente può in numerose situazioni fornire del codice custom (ad esempio in Visual Basic).
Vi sono 5 macroaree in cui i DATA TIME consente all’utente di fornire il codice custom, che viene compilato “on the fly” e dunque assicura prestazioni ottimali:


1) ETL: in fase di estrazione dei record è possibile trasformare in modo arbitrario i record in output.


2) AGGREGAZIONE MISURE: in fase di costruzione del report è possibile specificare funzioni di aggregazione definite dall’utente, in aggiunta del ricco set di funzioni predefinite.


3) FUNZIONI DI GRIGLIA: una volta creato il report è possibile creare funzioni utente dei dati sulla griglia, cioe’ simile ad Excel ma piu’ potente.


4) ALERTS: sulla griglia del report è possibile definire degli Alert fornendo, via codice, la funzione frigger che scatena l’evento di segnalazione.
5) FUNZIONI DI TOTALIZZAZIONE delle misure e della funzione griglia. Addirittura, per le funzioni griglia DATA TIME consente flessibilita’ inedite, mettendo a disposizione dell’utente ben due sistemi distinti per la definizione di totali di funzioni griglia.


DATA TIME consente di integrare DBMS eterogenee verso un datawarehouse target; i caricamenti possono coinvolgere DBMS federati con machine dislocate in qualunque parte del mondo, il tutto schedulabile secondo qualunque esigenza.

Sia i report che i task di caricamento sono schedulabili oltre alla schedulatura settimanale;DATA TIME fornisce anche uno schedulatore di eventi. Ad esempio è possibile far gestire un determinato task caricando un certo file in una certa directory.

I principali TOOL Software di Query Reporting


Business Objectiv:
Dei software dedicati alla business intelligence che permettono alle aziende di realizzare l’analisi dei dati e creazione di reportistica evoluta.
Mentre i dati sono archiviati su database esterni, le diverse entità e le relazioni intercorrenti sono descritte in un livello intermedio di metadati.
I metadati (Universi, nella terminologia Business Objects) sono archiviati, insieme alla reportistica, in un database esterno (con funzione di repository).

Microstrategy
Le soluzioni di Business Intelligence di Microstrategy consentono di ottenere prestazioni aziendali migliori e più controllabili, fornendo informazioni utilizzabili a tutti i livelli operativi. Proprio per tale ragione, sono sempre più le aziende mondiali che utilizzano questa architettura per aumentare le performance dei loro processi di business e aumentare il fatturato. La tecnologia inoltre, offre una gamma ineguagliabile di funzionalità di Monitoraggio, Reporting e Analisi in una sola architettura software, consentendo all’azienda nel suo complesso di prendere, giorno per giorno, decisioni più efficaci e migliorare gli obiettivi prefissati.

Cognos
La prima soluzione che offre, capacità di Business Intelligence complete, in un unico prodotto, su una architettura collaudata orientata ai Web service, inizialmente resa disponibile con Cognos ReportNet™. Facile da integrare, implementare e utilizzare, Cognos 8 BI offre un ambiente BI semplificato che ne favorisce l’adozione da parte degli utenti, consente di migliorare il decision-making e agisce come ambiente tecnologico su scala enterprise per la gestione delle prestazioni. Agli utenti che desiderano migliorare le capacità di Cognos con caratteristiche cartografiche più sofisticate, MapInfo offre funzionalità aggiuntive, come la capacità di richiedere e aggiungere dati geografici, ad esempio percorsi per i servizi di consegna, limiti tariffari per analisi di tassazione per le telecomunicazioni e aree di trading personalizzate per vendite retail. MapInfo fornisce inoltre set di dati geografici specifici di settore utilizzabili a complemento dei dati standard forniti da Cognos.
Cognos quindi lo possiamo proprio intendere, come un mondo leader nella business intelligence, permettendo migliorie alla corporate performance management, integrazione dei dati, gestione dei rischi aziendali, reportistica su base olap. Software per la gestione del mercato retail, tecnologia Oracle e balance scorecards per l’azienda .E’ un prodotto IBM e fornisce tutte le declinazioni di business intelligence in un unica soluzione.

DataTime
La soluzione di reportistica più moderna e potente attualmente disponibile sul mercato, consentendo alle aziende di creare qualunque tipo di Layout (verticale, orizzontale, cross e misto) con possibilità pressoché illimitate di Slice and Dice del cubo multidimensionale dei dati e garantendo:
- Sezioni verticali e orizzontali;
- Interruzioni orizzontali e verticali;
- Totali su livelli multipli;
- Drill down / Roll Up su qualunque livello.
DataTime crea report ad alto impatto visivo, dove tutti gli elementi grafici e stilistici possono essere controllati dall' utente. Un efficace sistema di formattazione condizionale consente di creare Alerts anche complessi e basati su codice utente per qualunque tipo di evento.

venerdì 6 febbraio 2009

Funzione dell’ETL e i principali TOOL Software di ETL

Il termine ETL sta per Extract, Transform, Load ovvero, un processo di estrazione, trasformazione e caricamento dei dati in un sistema di sintesi (data warehouse, data mart, ecc.).
Le fasi del suo processo sono: Estrazione, Trasformazione, Caricamento. Vediamole al dettaglio:


La prima fase è quella dell’Estrazione e consiste nell’estrazione dei dati da sistemi sorgenti, quali database transazionali (OLTP) comuni file di testo o da altri sistemi informatici (ad esempio, sistemi ERP o CRM). Tre sono le alternative che è possibile seguire nella fase di estrazione dei dati : gli sviluppatori potranno scrivere dei programmi ad hoc, oppure scegliere in alternativa di affisarsi a dei TOOL ETL presenti sul mercato, oppure utilizzare entrambe le soluzioni.

La seconda fase è quella della Trasformazione e consiste nel trasformare i dati precedentemente estratti e prepararli per una nuova collocazione, es.:
Selezionare solo quelli che sono di interesse per il sistema; Normalizzare i dati (per esempio eliminando i duplicati); Tradurre dati codificati; Derivare nuovi dati calcolati; Eseguire accoppiamenti (join) tra dati recuperati da differenti tabelle;Raggruppare i dati
Tale trasformazione ha lo scopo di consolidare i dati, cioè rendere omogenei dati provenienti da sorgenti diverse e fare in modo che siano più vicini alla logica di business del sistema di analisi per cui viene sviluppato.


La terza e ultima fase è quella del Caricamento e consiste nella memorizzazione delle informazioni nelle base dati di destinazione.
Occorre prestare particolare attenzione alla granularità delle informazioni da memorizzare nella stuttura a valle. Queste infatti, non solo devono essere aggregate in modo da non avere un dettaglio eccessivo (cosa che potrebbe portare ad un decadimento delle prestazioni delle interrogazioni effettuate sul sistema), ma devono anche mantenere una granularità che consenta di effettuare le necessarie analisi sui dati.


Alcuni ETL Software SmartDB Workbench:


DataStudio – Integrator - Informatica PowerCenter – Datastage IBM - SSIS Microsoft –
I-service IngeniumTechnology - Scriptella ETL – Benetl - Oracle Data Integration Suite –
Kettle Pentaho Data Integration.

Architetture per i sistemi informativi aziendali: DBMS Transazionali, Data Mart.


Utilizzando MySQL è possibile la memorizzazione dei dati attraverso diversi “storage engine” cioè motori di archiviazione. La distinzione più importante fra questi diversi sistemi è quella fra Database transazionali e non transazionali, ad es. Data mart.
La peculiarità maggiore dei Database transazionali è, senza ombra di dubbio, la sicurezza, tali sistemi, infatti, permettono di recuperare i dati anche in caso di crash di MySQL o di problemi hardware; consentendo di effettuare più modifiche e convalidarle tutte assieme o, al contrario, ripristinare la situazione preesistente se qualcosa va male.
I Database non transazionali, invece, hanno il vantaggio di una maggior velocità, minore utilizzo di spazio su disco e minor richiesta di memoria per gli update. È anche possibile, comunque, combinare database transazionali e non nelle stesse istruzioni, anche se, in questo caso, le modifiche fatte sui database non transazionali divengono effettive, nel momento in cui sono eseguite.
Un Data mart è un raccoglitore di dati specializzato in un particolare soggetto; contiene inoltre un'immagine dei dati che permette di formulare strategie sulla base degli andamenti passati. Normalmente si colloca a valle di un Data warehouse più globale ed è alimentato a partire da esso, di cui costituisce, in pratica, un estratto. Detto in termini più tecnici, un Data mart è un sottoinsieme logico o fisico di un Data warehouse di maggiori dimensioni; anche se differenza fondamentale consiste nel fatto che la creazione del Data warehouse avviene in maniera generalizzata per poi venire incontro alle specifiche esigenze, mentre il Data mart viene generalmente creato per venire incontro ad un'esigenza specifica e già determinata.
La necessità di creare un sistema separato per il Data mart rispetto al Data warehouse può essere riassunto dai seguenti motivi:
La necessità di utilizzare un diverso schema.
Migliorare le performance separando il computer dedicato.
Garantire una maggiore sicurezza dovendo autorizzare l'accesso ad un insieme minore di dati.

Cos'è un DataWarehouse e cosa li differenzia dai sistemi OLTP


Un Datawarehouse (DW) è un archivio informatico che racchiude, buona parte della totalità, dei dati di un'organizzazione, la quale lo intende come uno strumento indispensabile per quanto riguarda la gestione e l’evoluzione dei dati; consentendo all’azienda di trasformare i molteplici dati presenti nei suoi sistemi gestionali in informazioni nitide e indispensabili e di conseguenza a supportare il processo decisionale. Lo possiamo metaforicamente intendere quindi, come un magazzino di dati, molto intelligente però, in quanto fornisce all’azienda una prestazione importantissima, collezionando e organizzando dati statistici, riguardanti fatti accaduti nel tempo e la loro evoluzione storica e grazie a tutti questi elementi, tirare le somme, cioè recuperare informazioni a supporto dei processi decisionali.
Il DataWarehouse è una delle soluzioni che sempre più aziende stanno adottando per :
Trasformare i dati in informazioni - Possedere le informazioni giuste al momento giusto alle persone giuste- Integrazioni tra fonti dati eterogenee- Elevata profondità storica e Indipendenza dai sistemi sorgente- Pulizia dei dati e Certificazione dei dati a tutti i livelli- Gestione per eccezioni dei processi aziendali.
La componente tecnologica base del data DW è un sistema OLAP. I sistemi OLAP si differenziano da quelli OLTP per il fatto che i primi hanno come obiettivo la performance nella ricerca e il raggiungimento di un'ampiezza di interrogazione quanto più grande possibile; i secondi, invece, hanno come obiettivo la garanzia di integrità e sicurezza delle transazioni.

AGGREGATE FUNCTIONS



Le funzioni aggregate sono delle funzioni standard, native in Sql. Tali funzioni hanno lo scopo di effettuare dei calcoli su un set di valori per poi restituirci un unico valore. Gli elementi imprescindibili che permettono a queste funzioni aggregate di eseguire il loro compito sono sia dei sistemi di gestione dei database che i fogli di calcolo. Inoltre, l’esempio classico delle aggregate function è senza ombra di dubbio quello del calcolo della media di un elenco di numeri.

Software di query reporting


I software di query reporting sono strumenti molto utili che rispondono a varie peculiarità:
consentono agli utenti una visione delle informazioni aziendali in maniera affidabile e sicura; una comprensione di queste informazioni assieme alla possibilità di rispondere autonomamente a domande ad hoc senza dovere conoscere linguaggi di database complessi e le varie strutture sottostanti;
ma soprattutto consente agli utenti che ne avessero la bisogno, l’opportunità di creare portali aziendali per la pubblicazione di dati di business accedendo alle fonti aziendali, in tempi brevissimi e costi contenuti.Tra I software più diffusi e semplici da utilizzare troviamo: SAP query reporting; BusinessObjects Web Intelligence; BusinessObjects Desktop Intelligence.

DBMS in Access: differenze rispetto agli “altri” DBMS…


In un sistema informativo (inteso come l'interazione tra un sistema informatico e l'uomo), la funzione di mediazione è svolta dai DBMS, essi infatti, si frappongono tra un software di tipo gestionale (archivio per la conservazione di dati, semplice programma di contabilità, applicazione Web ecc...) e l'utente finale. Vi sono vari Database Management System sul mercato, ma quelli attualmente più apprezzati sono: Oracle, Basis, Db2, Ms Sql Server, mySql, Ms Access, ecc. Esiste comunque una netta differenza tra i DBMS che ho appena menzionato e quelli di Access: quest'ultimo, infatti, è un DBMS locale, mentre gli altri sono DBMS server-side, nel senso che il loro funzionamento in fase di sviluppo avviene mediante un dialogo tra un client (macchina di sviluppo) ed un server (dove risiede fisicamente il DBMS).Tutti questi software parlano in Sql, ognuno con il suo "dialetto" e con piccolissime differenze di sintassi tra loro.

ANSI SQL





L’ANSI SQL (Structured Query Language della American National Standard Institute) è un linguaggio standard necessario per l’utilizzo dei DataBase Management System. Come questo, sono sorti tantissimi altri linguaggi spacciatisi come ANSI COMPLIANT (compatibile con l’ansi sql) cioè linguaggi compatibili, ma è solo la versione “SQL VERSIONE 3” ufficialmente definita dalla American National Standard Institute

SQL ANSI: 1999 STANDARD.

Esercitazioni con SQL, join in Access

Quando si lavora in SQL si utilizza la clausola Join per associare tra loro due tabelle ed estrapolare un oggetto, un’informazione un collegamento detto appunto “ Relazione”.
Tale relazione permette quindi, di legare due campi delle due tabelle distinte, che prendono il nome di campo chiave primario e chiave esterna. Attraverso l'istruzione join, siamo in grado di mettere in relazione tra di loro le righe di "due" o più tabelle, abbinando le righe in base ai valori delle colonne disponibili in entrambe le tabelle.
Utilizzando, ad esempio, la procedura join tra due tabelle, la prima “autori” e la seconda “opere” la selezione potrebbe essere:


SELECT


A.Autore,

O.Titolo

FROM autori A

INNER JOIN Opere O on a.idAutore = o.IdAutore

ORDER BY autore.



SQL vale la pene approfondire?


Questa è la semplice domande, forse anche un po’ banale che mi sono posto quando ho cominciato a analizzare l’argomento e sicuramente la risposta è stata affermativa, i motivi sono molteplici ma due sono quelli fondamentali: è utile, in quanto ci consente di comunicare con i database, interrogarli, estrapolare, modificare, inserire dei dati, dunque informazioni, e tanto altro ancora; ma è anche facile, è la facilità e intuitività del suo linguaggio che sorprende e se ce ne fosse bisogno si può sempre si può sempre chiedere aiuto agli immancabili manuali che ne facilitano la comprensione.
Dunque:
QUERY SQL… una sintassi molto semplice, del tipo:
SELECT[records] FROM[tabella]
quelli tra parentesi sono i dati variabili.

MANIPOLARE I DATI? è possibile attraverso 4 comandi:
SELECT: estrazione dati
INSERT: aggiungere nuovi dati
UPDATE: aggiornare i dati presenti
DELETE: cancellare i dati presenti

SELECT comando utilizzato per estrarre alcuni o tutti i dati di una tabella in base a determinati criteri
sintassi: SELECT nome_records FROM nome_tabella

WHERE comando utilizzato per estrarre alcuni dati in base a criteri determinati dalla comando stesso
sintassi: SELECT records FROM tabella WHERE records CONDIZIONE valore
esempio: SELECT nome FROM anagrafici WHERE eta=17
avremo come risultato dall’estrazione dalla tabella solo ragazzi che hanno 17 anni.

ORDER BY comando utilizzato per visualizzare i risultati secondo un certo ordine
sintassi: SELECT colonna FROM tabelle ORDER BY colonna

INSERT TO comando utilizzato per inserire uno o piu’ records nuovi
sintassi: SELECT colonna FROM tabelle INSERT TO tabella values (valore1 valore2 )

UPDATE comando utilizzato per aggiornare i records
sintassi: UPDATE tabella SET colonna = valore WHERE colonna =valore

DELETE comando utilizzato per cancellare uno o piu’ records
sintassi: DELETE FROM tabella WHERE colonna = valore

COUNT comando utilizzato per contare i records
sintassi: SELECT COUNT colonna FROM tabella



SQL: Istruzioni di base per… l'estrazione, l'inserimento, la modifica e la cancellazione dei dati



Il linguaggio SQL (Structured Query Language) è il linguaggio standard per la manipolazione e l’interrogazione di un database. In SQL si possono creare, modificare e cancellare tabelle assieme naturalmente alla loro struttura, e soprattutto interrogare, aggiungere, modificare o cancellare i suoi dati. Lo possiamo intendere quindi come il linguaggio per eccellenza che ci consente di colloquiare con i database. Tre aspetti fondamentali di SQL quindi:
1) l’estrazione di informazioni (QUERY)
2) l’inserimento dei dati (INSERT TO)
3 la modifica dei dai (UPDATE)
Essendo un linguaggio dichiarativo, l’SQL, non richiede la stesura di sequenze di operazioni come i linguaggi imperativi, ma piuttosto di specificare le proprietà logiche delle informazioni ricercate.
Esso si divide in tre sottoinsiemi:
- data definition language (DDL) che permette di creare e cancellare database e di modificarne la struttura
- data manipulation language (DML) che permette di inserire, cancellare, modificare e leggere i dati
- data control language (DCL) che permette di gestire gli utenti
Gli operatori messi a disposizione dall’ SQL standard si dividono in 4 categorie:
1) gli Operatori di CONFRONTO : servono a determinare uguaglianze e disuguaglianze tra valori ed effettuare ricerche all’interno dei dati;
2) gli Operatori ARITMETICI: servono ad effettuare calcoli all’interno di una ricerca; (ad esempio il “+” effettua una addizione, il “-” una sottrazione, il “*” una moltiplicazione ed il “/” una divisione)
3) gli Operatori CONDIZIONALI: l’unico operatore condizionale di SQL è il WHERE (dove) e serve a definire i criteri di ricerca mirati;
4) gli Operatori LOGICI: sono AND (e), OR (o), NOT (non) e possono essere ripetuti più volte all’interno della ricerca.
E poi ci sono i comandi:
- IL COMANDO SELECT ci consente la possibilità di estrarre i dati in maniera mirata dal database. La sintassi del comando SELECT è la seguente:
SELECT lista_elementi_selezione
FROM lista_riferimenti_tabella
SELECT DISTINCT *FROM lista_riferimenti_tabella
l'asterisco permette di includere nella selezione tutte le colonne della tabella.

[WHERE] espressione condizionale
[GROUP BY lista colonne]
[ORDER BY lista colonne]

un esempio puo’ essere:

SELECT DISTINCT cognome,nome,citta’,residenza

FROM utenti

WHERE anni >=18

ORDER BY cognome

la clausola ORDER BY serve per ORDINARE e l’ordinamento viene sempre applicato al primo attributo inserito nella SELECT. In questo caso questa QUERY estrae l’elenco di tutti gli utenti maggiorenni ordinando l’output in base al cognome.

- IL COMANDO INSERT ci consente la possibilità di inserire i dati nelle tabelle. La sintassi del comando di INSERT è la seguente:
INSERT semplice:
INSERT INTO nome_tabella
VALUES (elenco valori, tutti, rispettando l’ordine dei campi della tabella);
oppure
INSERT INTO nome_tabella (elenco dei campi interessati dall’inserimento)
VALUES (elenco valori, tutti, rispettando l’ordine dei campi dichiarati sopra);

Insert mediante select:
INSERT INTO nome_tabella (elenco dei campi interessati dall’inserimento)
ASSELECT ...;
- IL COMANDO UPDATE ci consente la possibilità di modificare i dati nelle tabelle. Il nome di ogni campo che deve essere modificato va dopo la parola SET e deve essere seguito dal simbolo “=” e dal nuovo valore che deve assumere. La sintassi del comando UPDATE è la seguente:
Update generico:
UPDATE nome_tabella
SET nome_campo1 = 'valore1_nuovo',
nome_campo2 = 'valore2_nuovo',
...;
Update con condizione:
UPDATE nome_tabella
SET nome_campo1 = 'valore1_nuovo',
nome_campo2 = 'valore2_nuovo'
WHERE nome_campo3 = 'valore'

- IL COMANDO DELETE ci consente la possibilità di cancellare i dati dalle tabelle. La sintassi del comando DELETE è la seguente:

DELETE FROM nome_talella

WHERE nome_campo=valore

Ovviamente una tabella priva di clausola WHERE cancella tutte le righe della tabella specificata, tuttavia esiste un altro modo per svuotare completamente una tabella, con il comando TRUNCATE TABLE.

Normazione delle tabelle



La normalizzazione delle tabelle è un processo molto importante che viene utilizzato per l’organizzazione dei dati in un database. Questo processo comprende la creazione di tabelle e la definizione delle relazioni tra queste sulla base di regole, progettate in modo tale da salvaguardare i dati e rendere il database più flessibile tramite l'eliminazione della ridondanza e delle dipendenze incoerenti.
Per la normalizzazione dei database sono disponibili alcune regole, ciascuna delle quali viene definita "maschera normale". Se si osserva la prima regola, il database sarà nella "prima maschera normale". Se si osservano le prime tre regole, il database sarà nella "terza maschera normale". Sebbene siano possibili altri livelli di normalizzazione, la terza maschera normale è considerata il livello massimo necessario per la maggior parte delle applicazioni. Come per molte regole e specifiche formali, gli scenari reali non garantiscono sempre la conformità totale. In generale, poiché richiede l'uso di tabelle aggiuntive, la normalizzazione viene considerata troppo onerosa per alcuni clienti. Se si decide di violare una delle prime tre regole di normalizzazione, assicurarsi che l'applicazione sia in grado di prevenire i possibili problemi derivanti, quali la ridondanza dei dati e le dipendenze incoerenti.La "dipendenza incoerente": mentre è intuitivo per un utente cercare nella tabella Clienti l'indirizzo di un cliente specifico, può non avere senso cercare in tale tabella informazioni sullo stipendio del dipendente che segue quel cliente. Le informazioni sullo stipendio sono correlate al dipendente o dipendono da questo, pertanto devono essere spostate nella tabella Dipendenti. Le dipendenze incoerenti possono rendere difficoltoso l'accesso ai dati, poiché il percorso per la ricerca dei dati può essere mancante o danneggiato

OLAP - CUBO MULTIDIMENSIONALE - SLICE and DICE - DRILL-DOWN - FILTERING


L’OLAP o On-Line Analytical Processing, ovvero elaborazione analitica on-line, può essere intesa come un’ insieme di software per l'analisi interattiva e veloce di grandi quantità di dati, dunque un database particolare, molto apprezzato da dirigenti e amministratori perché consente loro di visionare le informazioni in vari modi, partendo dai dati grezzi per arrivare ai dati strutturati, in maniera tale da scorgere da diverse angolazioni, note dolenti o aspetti positivi dell’azienda in toto.
La creazione di questo sistema consiste nel realizzare una fotografia di certe informazioni in un determinato momento e trasformare queste singole informazioni in dati multidimensionali, eseguendo successivamente delle interrogazioni su questi dati strutturati indotti.
Il sistema OLAP creato per questo scopo è chiamato CUBO MULTIDIMENSIONALE.
Ci sono diversi modi per creare un Cubo Multidimensionale, ma quello più utilizzato consiste nell’adoperare uno schema ” a stella” dove al centro c’è una tabella dei “fatti” che elenca i principali elementi su cui sarà costruita l’interrogazione e strettamente collegate a questa tabella, ci saranno varie tabelle di “dimensioni” che specificano come saranno aggregati i dati. Il calcolo delle possibili combinazioni di queste aggregazioni, forma una struttura OLAP che, potenzialmente, potrebbe contenere tutte le risposte per ogni singola combinazione. In realtà però, risulta memorizzato solo un numero predeterminato di combinazioni, mentre le rimanenti vengono ricalcolate quando questa richiesta viene materialmente effettuata.
Grazie al sistema OLAP dunque, è possibile studiare una grande quantità di dati, visionare prospettive diverse e supportare tutti i processi decisionali, soprattutto in modalità on-line.
Le funzioni base di uno strumento OLAP sono:
SLICE AND ICE: ovvero, la funzione che consente di ristrutturare le informazioni in modo da renderne più efficace la visualizzazione: creazione di master-detail e rotazione degli assi delle rappresentazioni a matrice.
Roll-up (drill- up): ovvero la funzione che esegue aggregazioni delle misure per riduzione di dimensioni o per generalizzazione dei valori nella gerarchia
Drill Down: ovvero la tecnica usata nell'ambito del data mining per condurre analisi multidimensionali. È infatti la capacità di penetrare nei dati a diversi livelli di gerarchie. Tabelle relazionali e multidimensionali drill-down sono tabelle che permettono con un semplice clic del mouse di scendere ad un ulteriore livello di specificità.
Filtering: che serve per selezionare una parte dei dati in modo da dare una risposta utile all'utente in modo diretto o in modo indiretto, migliorando la funzione di ricerca.

martedì 3 febbraio 2009

Information e Communication Tecnology


Gli anni ’90 possono essere considerati come l’era del web, lo sviluppo di internet infatti, apre nuovi scenari e prospettive rivoluzionarie. Le aziende in un primo momento si concentrano sulla gestione della comunicazione sia interna, ma soprattutto esterna, che è resa possibile grazie all’”invenzione” del web. Nascono i web aziendali e i primi rudimentali siti dedicati all’e-commerce, ma dopo tutto questo sforzo da parte delle aziende, il web non è ancora visto come una fonte di guadagno ed espansione su nuovi mercati, ma solo come una timida proposta, avanzata a clienti e competitor, per farsi notare.
E’ servito un decennio, ma fortunatamente e inevitabilmente del resto, il web è diventato realmente l’incentivo al miglioramento, alla scoperta di nuovi mercati, alla fidelizzazione dei clienti, ecc., il web rappresenta per le aziende la panacea assoluta, comprendendo la necessità di sviluppare modelli di gestione integrati e ripensando ai processi aziendali in funzione della presenza di nuove tecnologie di comunicazione. Le attività di comunicazione esterne vengono considerate alla stregua di quelle interne, anzi ,molte volte, addirittura curate in maniera più raffinata.
L’Information e Communication Tecnology ( ICT) ovvero, l'insieme di studio, progettazione, sviluppo, implementazione, supporto e gestione dei sistemi informativi diviene pervasiva. L'ICT, infatti, può essere considerata come risorsa essenziale delle aziende poiché capace di gestire in maniera rapida, efficiente, adeguata, il volume crescente di informazioni. Grazie allo sviluppo delle reti di comunicazioni convergenti non è più l’utente ad attuare una ricerca intensa del PC per collegarsi alla rete, ma è la rete che segue l’utente in tutti i suoi movimenti dentro e fuori l’azienda. L’informatica quindi, grazie all’ICT perde la rigidità che la caratterizzava da svariati anni sviluppando sistemi multi accesso, multi canale e multi piattaforma, che consente all’azienda di calarsi in una nuova era, l’era dell’interattività.

Comunicazione Interna la vera forza dell’azienda.


Il panorama aziendale moderno risulta molto più difficile e articolato rispetto a quello di una decina di anni fa’, cambiamenti organizzativi, globalizzazione, convergenza dei mercati, continue ristrutturazioni e ridefinizioni del business, sono solo alcune delle enormi problematiche contro le quale le aziende quotidianamente si devono battere. Una delle poche armi ma sicuramente la più adeguata e affilata è senza ombra di dubbio la comunicazione, che gestita in maniera consona può diventare per l’azienda non solo lo strumento che le consente di prevenire qualsiasi difficoltà, ma soprattutto il mezzo che le permette di anticipare, pianificare e ribaltare a suo favore ogni possibile complicazione.
L’azienda quindi deve saper sia ascoltare che raccontare, ma soprattutto deve comunicare le sue doti.
Di questo duplice comportamento che l’azienda deve tenere, ne è a conoscenza ed è proprio questo, il motivo per il quale si cercano di affinare sempre più le tecniche e le modalità riguardanti sia la comunicazione esterna che quella interna.
Entrambi i segmenti di comunicazione sono fondamentali, ma molto complessi da gestire. In un passato non troppo lontano, questa difficoltà di gestione, faceva sì che, non potendo curare adeguatamente entrambi i settori della comunicazione aziendale, si doveva attuare una scelta drastica che, nella maggior parte dei casi risultava penalizzare la gestione della comunicazione interna, rispetto a quella esterna. Questo accadeva poiché, mentre con i propri dipendenti e stakeholder, l’azienda tendeva sempre, nonostante i proclami di facciata, a ritenerli come una risorsa statica, limitata, esausta; il mercato, i competitor e i clienti (le componenti alla quale afferisce la comunicazione esterna) venivano intesi delle aziende come una fonte rinnovabile di interesse, quindi obbligatoriamente come un settore nevralgico da puntellare con continue attenzioni e investimenti.
Oggi fortunatamente questo non accade più, in quanto l’azienda ha finalmente capito l’importanza e lo slancio che una buona comunicazione interna può donare al proprio operato. I due segmenti di comunicazione vengono intesi alla stessa maniera, anzi la comunicazione interna viene oggi considerata come sostegno interiore affidabilissimo, il fulcro di tutto.
Proprio per questa ragione, l’azienda sempre più cerca di rafforzare e incentivare il dialogo tra tutti i suoi organi interni, per condividere il progetto organizzativo, la mission e la vision dell'organizzazione, diffondere il know how ecc. Questi asset l’azienda li propone attraverso specifici strumenti di comunicazione interna tra i quali troviamo: gli House Organ, le Newsletter, i manuali operativi, il Fact book/bilancio, le circolari e gli ordini di servizio, i Position paper, la reportistica e i progetti, le relazioni.
Anche la forma e lo stile del documento aziendale, comunque risulta molto importante,in effetti, tutto ciò che viene trasmesso dall’azienda a stakeholder e dipendenti, per quanto concerne la comunicazione interna, ma anche a clienti, competitor, per quanto riguarda il mondo esterno, si poggia su dettami stabiliti perentoriamente, ogni pezzo di carta pubblicato, dal biglietto da visita alla lettera, da generico documento, dalla pagina pubblicitaria alla newsletter tecnica o commerciale, dalla relazione annuale sull’andamento dei profitti, alla pubblicazione dei più disparati report aziendali, ha obblighi visivi, grafici di stesura, come per es. sfondo,logotipo, dimensioni, stili standard per titoli, corpo testo,uso dei margini e degli spazi. Tutti questi punti sono importantissimi, in quanto dimostrano lo stile e la lungimiranza dell’azienda, ma due risultano imprescindibili, fornendo al destinatario del messaggio una sensazione di riconoscibilità e serietà. Questi sono i pilastri della Corporaty Identity e sono: marchio e logotipo, due entità sicuramente immancabili in un comunicato aziendale.

Content Management Sistem

Il Content Management Sistem (CMS), ovvero “Sistema di Gestione dei Contenuti” è un software ideato e realizzato per la facilitare la gestione dei contenuti.
Esistono due tipi di CSM,quelli specializzati e quelli generici.
I CMS specializzati sono software, realizzati esplicitamente per analizzare un tipo preciso di contenuti, quali ad es.: un enciclopedia on-line, blog, forum,ecc.
I CSM generici, viceversa, sono software più flessibili in quanto, consentono la gestione e la pubblicazione di diversi contenuti.
Tra i CSM open source più utilizzati troviamo:
Alfresco - ASP Nuke - ASPCode CMS - ASPNukers CMS – CMSaccessibile – CMSimple –
CMS Made Simple – CoCoComs – Contenido - dBlog CMS Open Source - dir2web -Docebo CMS-
DotNetNuke – Drupal - eZ publish - Fedora Commons – Flatnuke – Geeklog – GuppY -
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Database Management System


Il DBMS o database management system, lo si può intendere come un sistema software che permette la creazione e la gestione efficiente dei database, infatti, grazie ad un’insieme di programmi sempre più innovativi e funzionali, l’organizzazione, la memorizzazione e il reperimento ottimale dei dati, risulta un’operazione di routine, fornendo sempre una costante attenzione, alla sicurezza e integrità dei database.
IL DBMS in passato era utilizzato principalmente dalle grandi aziende e dalle istituzioni, per via dell’esorbitante costo delle componenti software e hardware e dei costi gestionali, oggi invece risulta una componente indispensabile, per tutte le aziende grandi o piccole che siano, svolgendo un ruolo fondamentale in numerose applicazioni informatiche, dalla contabilità, alla gestione delle risorse umane, alle comunicazioni organizzative, ecc.
Il DBMS deve trattare una grande mole di dati, condivisi però, da diverse applicazioni e diversi utenti, proprio per questa ragione è indispensabile che ci siano dei sistemi di controllo affidabili, per evitare che determinate informazioni possano essere ottenute da chi non è autorizzato. In questo senso la sicurezza è un termine chiave per questo sistema, capace di incentivare sempre maggiore attenzioni e risorse. Attraverso una password quindi gli utenti registrati e soprattutto autorizzati possono accedere al database, interrogarlo e analizzando i suoi dati, mediante uno strumento di interrogazione chiamato query che si serve del linguaggio sql (structured query language) per comunicare con il database.
Al pari della sicurezza anche l’integrità è un aspetto molto importante, prova ne è l’attenzione e la cura con la quale vengono impiantate delle regole che consentono al sistema di non sfaldarsi. Per esempio, il non consentire a utenti non interessati in prima persona, di visionare informazioni che riguardano lo stipendio o la situazione previdenziale di altri; permettere a più utenti contemporaneamente di modificare le stesse informazioni ( blocco del record), oppure l’impedire l’ingresso nel database di due clienti con lo stesso numero identificativo (campo chiave). L’insieme di queste regole prendono il nome di vincili di integrità.
I principali prodotti software per l'archiviazione delle informazioni (DBMS) sono:


4th Dimension - ADABAS (Software AG) – AskSam - DB2 (IBM) – DATAllegro - Caché(InterSystems) - FileMaker Pro (FileMaker, Inc., in precedenza Apple) – FrontBase - IMS/DB (IBM) - Informix (IBM) - Ingres (Computer Associates) - Microsoft SQL Server (Microsoft) - Microsoft Access (Microsoft) - Mimer SQL (Mimer AB) – mSQL – Netezza - Oracle (Oracle Corporation) - Ovrimos - Progress RDBMS (Progress Software Corporation) – SESAM - SQL Anywhere Studio - Sybase SQL Server - Teradata (NCR Corporation) -TimesTen (TimesTen, Inc.)


-----------------------------------------Open source o free software--------------------


Berkeley DB (Sleepycat Software) – Dataman – DBM – Drizzle – Emdros Firebird SQL (The FirebirdSQL Foundation) – GigaBASE - HSQL Database Engine - HyperNetDatabase
MaxDB (prima SAP DB e Adabas) – Metakit - MySQL (MySQL AB) – Ozone - PicoSQL (un Dbms italiano) - PostgreSQL (in precedenza Postgres) (PostgreSQL Global Development Group) SQLite (di pubblico dominio) – tdbengine – ZODB

Database - Matrice dati -Tabelle di contingenza.

Il dbms è uno strumento sempre più apprezzato e utilizzato, in quanto abile creatore e gestore dei database, cioè, un recipiente di dati e informazioni, strutturato in modo tale da consentire l’inserimento, la ricerca, l’aggiornamento e la cancellazione dei dati stessi. Questi verranno collocati all’interno di tabelle che grazie ad una serie di righe e colonne, ordineranno, organizzeranno e descriveranno dati complessi.
Le righe, si possono definire, seguendo un linguaggio informatico, record, cioè, contenitori di dati o elementi, strutturati come le tradizionali schede cartacee delle biblioteche, dalla quale prendono spunto; mentre seguendo un linguaggio statistico, si intendono le righe come unità statistiche o entità, cioè l’unità elementare dell’universo statistico.
Le colonne, utilizzando sempre una terminologia statistica, le possiamo intendere come campi o field,vale a dire, variabili o attributi.
Merita una grande considerazione anche la matrice dati, uno schieramento rettangolare di numeri o più in generale di caratteri, che può essere composta da una o più righe e colonne, dove nelle prime troveremo unità statistiche, mentre nelle seconde, delle variabili. La funzione principale della matrice è descrivere valori che dipendono da due parametri, proprio per questo si crea l'incrocio tra riga e colonna che fornisce, l’informazione richiesta.
Le tabelle di contingenza, vengono utilizzate in statistica per rappresentare e studiare le relazioni tra due o più variabili, riportando le frequenze (numero delle unità statistiche su cui un fenomeno si presenta) congiunte delle variabili.
Queste tabelle inoltre servono per individuare la distribuzione della frequenza delle variabili e soprattutto la dipendenza tra le variabili considerate.

Comunicazione Interattiva


La comunicazione è un aspetto troppo importante per noi uomini, non ne possiamo fare a meno, volenti o nolenti, interagiamo con gli altri ininterrottamente. Viviamo attraverso il nostro modo di fare e ci esprimiamo attraverso il rapporto con gli altri: siamo così tanto in interazione che una qualsiasi modifica di ciascuno di noi, comporta una modificazione di tutti gli altri. La comunicazione inoltre può scegliere tra varie caratteristiche: in base al verso può essere monodirezionale ( invio dell’informazione avviene in sola direzione, da emittente a ricevente) o bidirezionale ( invio dell’informazioni che avvengono da entrambe le direzioni); in base alla sincronia può essere sincrona (che avviene nello stesso tempo, contemporaneo, simultaneo, es. telefono, chat ) o asincrona ( che non avviene nello stesso tempo, es. mail); in base alla simmetria può essere simmetrica ( quando la comunicazione avviene attraverso lo stesso strumento es. telefono-telefono) o asimmetrica ( quando la com. avviene attraverso due mezzi diversi es. internet-telefono); ecc.
Tutte queste caratteristiche della comunicazione sono importanti, ma una, quella della bi direzionalità, lo è in maniera veramente rilevante. La comunicazione interattiva, infatti, non avrebbe modo di esistere senza bi direzionalità, cioè dove si presenta almeno un momento di comunicazione one-to-one, tanto di tipo person to person ( due persone che si scambiano informazioni su determinati argomenti) che di tipo person to application ( il dialogo reciproco tra una persona e un’applicazione). Un aspetto fondamentale, è in ogni caso, come questa comunicazione, che si deve tramutare in conoscenza, viene gestita, cioè il knowlwdge management e soprattutto l’approccio che si deve seguire per gestire questa comunicazione, cioè l’approccio funzionale; questa attività viene intrapresa praticamente in ogni campo della società e soprattutto nel sistema aziendale.
Il comunicatore aziendale deve identificare la funzione che la comunicazione deve assolvere e possibilmente suggerire gli strumenti più adeguati, in maniera tale che l’azienda possa identificare la giusta applicazione. Questa comunicazione inoltre, può riguardare sia la comunicazione interna che quella esterna ed è bene considerare tutti gli ambiti sui quali la comunicazione interattiva produce i suoi effetti: formazione, logistica, gestione risorse umane, vendita, servizio clienti, marketing, ecc.

Web come canale multimediale

Il word wide web conosciuto come la grande ragnatele mondiale, o più comunemente web, è diventato oggi uno strumento indispensabile per moltissimi suoi utenti che riscontrano in esso, un canale di comunicazione tra i più efficaci e esaurienti. Esso in effetti, dà origine a un canale comunicativo, uno spazio digitale, grazie al quale, tutti i suoi utenti sparsi in ogni luogo del mondo, hanno la possibilità di attingere a informazioni sempre aggiornate, scambiarsi contenuti multimediali, quali testo, immagini, foto, video, musica, ipertesti, ecc. , con altri utenti , ma soprattutto diventare i veri creatori dell’informazione.
Questo ha consentito il passaggio da una semplice società dell’informazione, quella che poteva essere definita la nostra società subito dopo l’avvento del web, a una società della partecipazione, quella odierna, dove sempre più persone partecipano attivamente alla costruzione di un nuovo web: il web 2.0.
Questo termine è stato coniato da Tim O’Relly nel 2005 e non indica una nuova tecnologia o una nuova applicazione, ma una nuova tendenza degli utenti del web che non concepiscono più il web come un contenitore d’ informazioni statico, bensì come uno strumento grazie al quale si può interagire con altre persone, scambiando e condividendo una miriade di informazioni, divenendo sempre più spesso generatori di contenuti. Tutto ciò ha fatto mutare il ruolo dell’utente rispetto ai media. Utente, infatti, non più fruitore passivo di informazioni ma attore attivo nella produzione di contenuti. E’ il fenomeno degli User Generated Content (UGC), cioè quei contenuti generati dagli utenti grazie a strumenti quali forum, blog, mail, newsgroup, chat, social network, ecc.
Tutto ciò inoltre ha fortemente migliorato il rapporto tra media e utente, prova ne è, la fiducia che i consumatori avvertono nei confronti dei blog, da numerose indagini, infatti, emerge che l’opinione su un prodotto o un servizio risulta sempre più modificata dopo aver letto informazioni positive o negative sul un blog, oppure, il considerare i blog come degli strumenti sempre più affidabili, rispetto persino ai giornali e alla televisione, fino a qualche tempo fa considerati i soli mezzi portatori di verità.

Knowledge management


Nella società ipercomunicativa e globalizzata nella quale oggi viviamo, il termine knowledg managment o gestione della conoscenza, assume sempre più un’importanza fondamentale, in quanto, la miriade di informazioni provenienti da più parti, si pone come ostacolo al miglioramento delle attività di produzione e utilizzazione della conoscenza. L’informazione, infatti, rappresenta una componente inerte se non c’è qualcuno che possiede la conoscenza necessaria per la sua selezione, elaborazione e interpretazione. Non basta dunque essere informati, risulta indispensabile, un processo che consenta di gestione la conoscenza.
In realtà c’è una netta differenza tra informazione e conoscenza;
Possiamo intendere la conoscenza come il complesso di nozioni che una persona possiede su un determinato argomento, quindi un aspetto di tipo qualitativo (conosco la Divina Commedia perché l’ho studiata).
L’informazione, invece, la si può intendere come un aspetto di tipo quantitativo, cioè un complesso di nozioni, del quale, un soggetto è informato, ma non è addentrato sufficientemente (sono informato sulla Divina Commedia, ma non in maniera approfondita, in quanto mai studiata adeguatamente).
Questa distinzione è molto importante, ma rimane fine a se stessa, se non s’introducono altri due termini che ci consentono di inquadrare il knowledge managment nella sua reale dimensione.
I termini sono il dato e la saggezza, anch’essi molto diversi:
IL dato è un elemento base, un “materiale grezzo”, che possiamo intendere metaforicamente, come un insieme di punti, segni, argomenti, che si trovano piuttosto separati tra di loro, richiedendo un’opera di selezione e organizzazione se da essi vogliamo estrapolare qualche informazione.
La saggezza è la qualità dell’esser saggio, assennato, equilibrato, ponderato nel giudicare, nel fare delle scelte, nell’operare.
Ecco i quattro termini che ci permettono di ergere la piramide del Km:
Alla base ci sono i dati, cioè, l’insieme di punti, segni, argomenti, slegati tra di loro, sui quali si deve realizzare un’opera di filtraggio e organizzazione; su un gradino più alto troviamo le informazioni, cioè più dati selezionati e sistemati, che solo ora cominciano a divenire utili per il nostro processo di comprensione; salendo un altro gradino troviamo la conoscenza, cioè il complesso di nozioni che un soggetto ha interiorizzato; e all’apice della piramide troviamo la saggezza, qualità che attraverso, conoscenza ma anche esperienza, intelligenza, razionalità, fa si che l’uomo prenda le decisioni in maniera oculata e giudiziosa.

lunedì 2 febbraio 2009

I canali di comunicazione più diffuse nel web


I canali di comunicazione più diffuse nel web sono:
Siti Web - Forum – Blog – E-Mail – E-mailing list - Newsgroup – Chat - Social Network-
Ecco le loro peculiarità e le modalità di funzionamento.
Siti Web: alla stregua di un punto di informazione aperto ventiquattro’ore al giorno, 365 giorni all’ano, il sito web è il luogo in cui l’azienda mostra se stessa e accoglie il pubblico: notizie sui prodotti e servizi offerti, assistenza tecnica, transazioni commerciali in linea sono le principali applicazioni a esse legate.
Forum: è uno strumento informatico che consente agli utenti iscritti, di confrontarsi, dialogare, discutere, su un enorme numero di argomenti differenti, attraverso messaggi inviati dagli utenti stessi, che grazie al’utilizzo assiduo del servizio,contribuiscono a sviluppare una vera e propria comunità virtuale. E’ uno strumento di comunicazione asincrono, in quanto a differenza della chat, i messaggi vengono scritti e letti non nello stesso momento in cui sono realizzati, ma in una frazione di tempo successivo.
Blog: è un sito web particolare, in quanto consente ai suoi utenti di esprimere la propria opinione, questo inoltre può essere inteso come una sorta di diario personale on-line, in quanto, l’autore ha la possibilità di pubblicare storie, informazioni, opinioni e tanto altro ancora, e i lettori hanno la possibilità di leggere questi documenti e commentarli attraverso dei messaggi indirizzati all’autore stesso. La maggior parte dei blogger (così definiti i creatori del blog) usa il blog come diario personale, per far conoscere i propri sentimenti e le proprie opinioni ai lettori consueti o chi vaga nel web alla ricerca di informazioni. Tra i categorie di blog più diffusi troviamo i blog personali, i blog collettivi (nei quali scrivono un gruppo ristretto di autori), i blog d’attualità (il blogger, generalmente giornalisti o opinion leader, esprimono la propria opinione su argomenti d’attualità ), i blog tematici (blog che diventano punto d’incontro per discutere su un proprio hobby o una propria passione), i blog aziendali (il blog curato da uno o più dipendenti aziendali), i blog politici (sempre più utilizzati dai politici in quanto viene inteso come lo strumento del futuro, che serve a raggiungere un target altrimenti difficile da toccare, e proporre la propria idea politica)
E-Mail: è difficile individuare uno strumento che abbia contribuito alla diffusione di internet , più della posta elettronica, è infatti un mezzo che ha apportato un nuovo stile di comunicazione: essenziale, asciutta, rapida, in tempo reale, questo inoltre, è stato scoperto e assimilato immediatamente dagli utenti più affezionati della rete, che l’hanno individuato quale, strumento indispensabile per lo scambio di informazioni e contenuti. Sotto l’aspetto strategico esprime il punto di coesione ideale tra l’azienda (rappresentata dal suo sito web) e il consumatore, raggiunto da messaggi, allegati e link che trovano riscontro nel sito stesso.
E-Mailing list: è costituita da un gruppo di individui che si scambiano informazioni, pareri e opinioni intorno a un argomento, inviando messaggi che vengono recapitati a tutti gli iscritti. Ciascuno degli utenti inserito nella lista riceve ogni singolo intervento nella propria casella di posta elettronica, avendo facoltà di commentare e replicare.
Newsgroup: sono forum dedicati ad argomenti specifici, nei quali gli iscritti al servizio, spediscono e ricevono messaggi che diventano di pubblico dominio per tutti gli appartenenti al newsgroup. Questi rappresentano una delle manifestazioni più evidenti del processo con cui su internet si formano le “comunità” legati da interessi comuni.
Chat: probabilmente la più nitida espressione delle potenzialità di internet e della sua principale peculiarità rispetto ad altri media: l’interattività ovvero la capacità di cercare informazioni e trovarle, di porre domande e avere risposte in tempo reale, questa istantaneità fa sì che, lo strumento si possa annoverare tra gli strumenti sincroni, in quanto il messaggio viene inviato e ricevuto nello stesso frangente di tempo. Proprio per questa ragione sempre più utenti e soprattutto sempre più giovani, utilizzano questo servizio individuandolo come un modo istantaneo di comunicazione efficace.
Social Network: una rete sociale on-line, un gruppo di persone legate da diversi rapporti sociali, amicizia, parentela, lavoro, svago, che ergono questa struttura per creare una base di studio e lavoro su vari argomenti.

Software per la distribuzione dell’informazione sul web: quali i vantaggi?



I software per la distribuzione dell’informazione sul web assumono un’importanza fondamentale, in quanto, consento agli utenti di scegliere direttamente i contenuti a cui accedere e di utilizzare le informazioni in maniera dinamica; molti siti, infatti, danno l’opportunità agli utenti di commentare le notizie restituendo all’autore utilissimi spunti e punti di vista. Vi sono però tanti altri vantaggi forniti da questi software tra i quali:
La raggiungibilità, ovvero la possibilità che ha l’utente di poter accedere ai contenuti da qualunque luogo si trovi, sia in una grande città che in un piccolo centro, sia all’interno dei confini nazionali che all’estero;
La comparabilità, ovvero l’opportunità che i software concedono all’utente di comparare i contenuti di diversi siti e ricavare un’idea chiara sull’argomento;
L’accessibilità, ovvero la possibilità di accedere ad informazioni continuamente aggiornate, l’esempio classico potrebbe essere l’utente che prima di cominciare un lungo viaggio si aggiorna sule condizioni meteorologiche e stradali, oppure un lettore assiduo di diversi quotidiani on-line che per confrontare le notizie contenute nelle varie testate giornalistiche raffronta articoli e redazionali.